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SAGLIETTI La quinta sinfonia di Beethoven

La quinta sinfonia di Beethoven recensita da E.T.A. Hoffmann. Nel regno dell'infinito. Con un dialogo tra l'autrice e Riccardo Muti

Codice

L/5936

Autore

Editore

DONZELLI

Argomento

GUIDE

Anno

2021

Pagine

112

 

Informazioni su questo articolo: La Quinta sinfonia di Beethoven è una delle opere più importanti e celebri della storia della musica: appena è evocata, il suo incisivo motto iniziale risuona subito nella nostra mente. Eppure, come racconta questo libro, la composizione si è fatta spazio nelle orecchie e nei cuori degli ascoltatori in modo assai strano. La storia della Quinta ebbe inizio a Vienna il 22 dicembre 1808, quando fu eseguita per la prima volta, tra innumerevoli altri brani, in un concerto tanto famoso quanto sfortunato. La difficoltà delle composizioni, un numero insufficiente di prove, la lunghezza del programma e il freddo del teatro decretarono un mezzo fiasco. Nonostante la fama del compositore, un cronista scrisse: «Nessuno è profeta in patria». Beethoven si arrabbiò: «Malgrado qualche errore, il pubblico ha accolto tutto con entusiasmo. Ciò nonostante, gli imbrattacarte di Vienna non mancheranno certo di scrivere i loro velenosi articoli contro di me». Invece si sbagliava. Sette mesi dopo, infatti, il direttore della più importante rivista di musica tedesca spediva a Bamberga la riduzione della sinfonia per pianoforte a quattro mani, chiedendo di recensirla a un suo collaboratore, all’epoca sconosciuto, E. T. A. Hoffmann, che sarebbe presto diventato il più importante scrittore del Romanticismo tedesco...

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